Rispettiamoci! Insieme contro il bullismo Percorso di Autore 1
Il bullismo è un argomento molto importante che riguarda tutti noi. Capire cos'è e come si manifesta ci aiuta a costruire una scuola e una società dove tutti si sentono sicuri e rispettati. Imparare a riconoscere il bullismo fornisce gli strumenti per difendersi, aiutare gli altri e creare un ambiente più sereno dove amicizia e rispetto sono i valori più importanti.
Nota dell'insegnante
Introduciamo l'argomento con un video che offre lo spunto per riflettere. Alla fine apriamo un confronto con domande stimolo:
- Se fossi tu la vittima di bullismo, cosa vorresti che facessero i tuoi amici per aiutarti? Pensa a tre azioni concrete.
- Immagina di essere uno spettatore: cosa potresti fare per fermare un atto di bullismo senza metterti in pericolo? Quali sono le parole o i gesti che useresti?
- Perché è così difficile per una persona che subisce bullismo chiedere aiuto?
- Cosa possiamo fare noi per renderle più facile parlare?
Nota dell'insegnante
"Quel bulletto del carciofo" è una celebre canzone presentata al 50° Zecchino d'Oro nel 2007. È diventata negli anni un vero e proprio "manifesto" musicale per spiegare il fenomeno del bullismo in modo semplice, metaforico ed efficace.
Dopo la lettura del testo e l'ascolto della canzone, usiamo la metafora del carciofo per avviare una semplice attività di riflessione:
Le foglie dure
Scrivi tre comportamenti da “foglia dura”, cioè azioni che fanno male agli altri.
Le foglie morbide
Scrivi tre comportamenti da “foglia morbida”, cioè azioni gentili che fanno stare bene.
Sotto le foglie c’è…
Immagina cosa potrebbe nascondere il carciofo bulletto sotto le sue foglie dure.
Un’emozione che potrebbe provare:
Di cosa potrebbe avere bisogno per cambiare?
Nota dell'insegnante
Il rapper anti-bullo più noto in Italia è Marco Baruffaldi, un giovane artista con sindrome di Down che utilizza la musica rap per combattere il bullismo di cui è stato vittima, trasformando le proprie esperienze in messaggi di speranza e inclusione.
Chiediamo di fare una ricerca online per scoprire se altri artisti hanno trattato il tema del bullismo e delle discriminazioni.
Nota dell'insegnante
L'Esperimento del Foglio di Carta
Proviamo a fare questo esperimento visivo molto potente:
Chiediamo a ogni bambino e a ogni bambina di prendere un foglio di carta bianco.
Chiediamo loro di insultare il foglio e, per ogni brutta parola o gesto cattivo immaginario, di appallottolarlo un po' di più, finché non diventa una pallina stretta.
Poi chiediamo loro di chiedere scusa al foglio e di cercare di stenderlo perfettamente come prima.
La morale: anche se chiediamo scusa, le pieghe (le ferite) rimangono. Il foglio non tornerà mai liscio come all'inizio. Questo aiuta a capire che le parole lasciano segni invisibili ma reali.
Nota dell'insegnante
Il bullismo è come un'onda che si allarga e fa male a chi lo subisce, a chi lo pratica e anche a chi lo vede. Le conseguenze possono durare tanto tempo e influenzare la serenità di tutti, creando un clima di paura e sfiducia in tutta la classe e nella scuola.
Per chi lo subisce, cioè la vittima:
Si sente triste, spaventata, ha paura di andare a scuola, perde la fiducia in se stessa e non riesce più a studiare bene. Può avere mal di pancia o mal di testa e sentirsi molto sola. Per questo è fondamentale chiedere aiuto.
Per chi lo pratica, cioè il bullo:
Anche se all'inizio può sentirsi “forte” o “importante”, chi fa il bullo rischia di non imparare cosa sono il rispetto e l'empatia. Potrebbe avere problemi a scuola e in futuro a relazionarsi con gli altri, e a volte si sente solo anche lui, anche se non lo dimostra.
Per chi assiste, cioè lo spettatore:
Chi vede il bullismo e non interviene può sentirsi in colpa, triste, arrabbiato o anche spaventato che possa succedere anche a lui. Questo crea un ambiente dove nessuno si sente al sicuro e tutti sono più tristi.
Nota dell'insegnante
È importante capire che il bullismo non è solo offendere, prendere in giro o dare un pugno, ma può nascondersi in tanti modi diversi che fanno male ugualmente. Cerchiamo insieme di individuare le diverse modalità in cui si manifesta.
Bullismo fisico: È quando si usano le mani o il corpo per fare del male all'altro, come dare spintoni, pugni, calci, ma anche rubare o rovinare le cose. Fa male al corpo e fa paura.
Bullismo verbale: Si usano le parole per ferire. Sono le prese in giro, gli insulti, le minacce, i soprannomi cattivi o il diffondere pettegolezzi falsi. Le parole possono ferire più di un pugno e lasciare cicatrici invisibili.
Bullismo psicologico: Riguarda i modi per far sentire l'altro escluso o solo. Questo può essere ignorare qualcuno di proposito, escluderlo dai giochi o dal gruppo, fare facce brutte o gesti minacciosi. Toglie la fiducia e fa sentire invisibili.
Nota dell'insegnante
Proponiamo un gioco cooperativo, divertente e profondamente relazionale, per conoscersi meglio, creare fiducia e prevenire fenomeni di bullismo e discriminazione.
Nota dell'insegnante
Realizziamo anche nella nostra classe un grande cartellone costruito interamente dai bambini e dalle bambine, dove ogni parte rappresenta un impegno, un valore o un gesto concreto contro il bullismo.
QUI CRESCE SOLO GENTILEZZA
Le foglie dure (scritte con i comportamenti che fanno male e che vogliamo eliminare) vanno messe ai bordi del cartellone, come se fossero foglie secche da togliere. Le foglie morbide (i comportamenti che fanno bene e creano un clima sereno) vanno messe al centro, come se fossero la pianta che cresce. Le gocce di coraggio, (gesti che si possono fare per far crescere la gentilezza), vanno incollate sopra le foglie morbide, come se le annaffiassero. Le radici, (strisce marroni o sagome di radici), vanno messe in basso, come base della pianta.
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